“Alluvione 1994 … l’ultima sentenza di cassazione mette a rischio di fallimento molte imprese astigiane!”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa sulla posizione di Confcommercio sulla questione riguardante l'alluvione del 1994.

“E’ incredibile che a distanza di oltre 20 anni dall’alluvione del 1994 non si sia ancora riusciti a mettere la parola “fine“ su un evento drammatico come quello che ha profondamente segnato il nostro territorio e le imprese ed è molto triste il dovercene ancora occupare, nostro mal grado, a distanza di tanto tempo“ sostiene il Direttore della Confcommercio Claudio Bruno.

“Purtroppo il susseguirsi delle interpretazioni, pronunciamenti e sentenze, i ricorsi ed i controricorsi hanno finito col generare solo una grande confusione e questa ultima sentenza sta destando non poche preoccupazioni per le imprese interessate, alcune delle quali hanno già ricevuto la “notifica”.

Una sentenza, quella del dicembre 2016, che da all’Inps la possibilità di chiedere indietro i rimborsi erogati alle imprese alluvionate; è bene precisare che stiamo parlando di sgravi contributivi, somme cioè che sono state rimborsate nella misura del 90% in quanto era stato a suo tempo valutato e sancito che col pagamento del solo 10% si considerava assolto l’obbligo contributivo. Chiaro? Niente affatto!

“Non intendiamo in questa sede entrare più di tanto nei merito dei contenuti della sentenza perché non vogliamo alimentare ulteriori confusioni sulla interpretazioni, anche se riteniamo di non poterci esimere dal dire che questa è una sentenza che fa dei distinguo incomprensibili, che tratta sostanzialmente in modo diverso due aree geografiche colpite da eventi uguali e che non tiene in conto dei provvedimenti adottati dal Governo nazionale ancorché inseriti in una legge finanziaria.”

Tanto basta per dire che “Confcommercio non da affatto per scontato ne definitivo il provvedimento e che stiamo valutando con i nostri legali di porre in essere tutte le azioni possibili per tutelare le imprese nelle giuste e dovute sedi, sia che si tratti di quelle nazionali o che si tratti della Corte Europea dei Diritti dei Cittadini“.

“Capiamo bene che questo, purtroppo, non fa venir meno le tensioni e le preoccupazioni di quelle imprese a cui potrebbe venire chiesto di restituire le somme a suo tempo rimborsate, un rischio che tenuto conto della situazione complessivamente già molto precaria e difficile in cui versa l’intero settore del terziario, potrà accelerare il “fallimento ” di qualche attività, per questo la Confcommercio conferma l’impegno a proseguire nella assistenza e tutela legale” conclude Claudio Bruno.