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Vigna del Parroco: presentato al Vinitaly il progetto di valorizzazione del primo cru del Ruché

Luca Ferraris ha presentato a Verona la storia ed il futuro del Ruché grazie al recupero del vigneto di Don Giacomo Cauda, il “Dom Pérignon“ del Monferrato.

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Grande successo per la presentazione del progetto di Luca Ferraris in occasione di Vinitaly 2017. Martedì 11 aprile, presso il Padiglione 10 della Regione Piemonte, stand G2, Ferraris ha raccontato al pubblico in sala la sua iniziativa dedicata ad una denominazione rara e preziosa, il Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG e alla memoria di un sacerdote speciale e anticonformista, la cui opera instancabile pose le fondamenta del successo attuale, a partire dall’impianto della “Vigna del Parroco”. Questa vigna è infatti l’unico CRU del Ruchè riconosciuto dal Ministero .

Oltre al titolare dell’azienda Ferraris Agricola, sono intervenuti alla presentazione il giornalista Maurizio Gily, in veste di moderatore, Enzo Baraldi, Sindaco Castagnole Monferrato, Francesco Borgognone, produttore di Ruché e Daniele Eberle, agronomo dell’azienda Ferraris.
Si è ripercorsa la storia di questa storica vigna legata indissolubilmente al nome di Don Giacomo Cauda, un parroco di campagna, il primo a credere nelle potenzialità di quest’uva per la produzione di un vino dal profumo inconfondibile. Fu lui il primo a vinificarlo con l’obiettivo di ottenerne un vino di qualità e venderlo in bottiglia.

Con fatica e devozione, creò l’etichetta “Ruchè del Parroco”, un angelo con le ali aperte. Oggi il testimone di questa storia straordinaria è passata nelle mani di Luca Ferraris, giovane promessa dell’enologia italiana legato a questo vino e alla terra del Monferrato da ben quattro generazioni. Ferraris ha ripercorso le tappe che lo hanno portato ad acquistare da Francesco Borgognone la Vigna del Parroco e il suo progetto di farne la bandiera del Ruché nel mondo. “Ho deciso di mantenere l’etichetta che, a suo tempo, era stata disegnata da Don Cauda, limitandomi ad un restyling curato da Cristina Ciamporcero ” racconta Luca. “Il mio progetto è farne un vino dotato di un’identità forte, un vino che rappresenti l’essenza del territorio e, al tempo stesso, tutta la storia di questo CRU. La Vigna del Parroco è l’unico CRU riconosciuto dal Ministero ed è per me un grande onore poterlo coltivare. Conserva al suo interno un patrimonio genetico inestimabile ed è mio dovere dare il giusto valore a quanto ereditato dai miei predecessori”.

In questi anni si è assistito ad un interesse sempre crescente intorno a questo vino tanto che oggi il Ruché è un vino di successo internazionale. Questo è dovuto in gran parte alle caratteristiche intrinseche del Ruché, che è stato definito il “Piccolo Barolo del Monferrato”. Dopo la presentazione è seguita la degustazione della Vigna del Parroco, che ha confermato l’unicità e le potenzialità di questo prestigioso CRU. Il Ruché Vigna del Parroco unisce, infatti, i profumi eleganti e complessi dei grandi vini francesi al corpo e alla presenza dei grandi vini del Piemonte. Un vino che, in gioventù, mostra, in tutta la sua potenza, i rimandi agli intensi aromi floreali e al palato risulta bilanciato, con eleganti tannini.

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