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Nizza è Barbera, la Rossa che piace ai millennials, torna il 13 e il 14 maggio

L’evento nicese più atteso dai winelovers è alle porte.

Il 13 e il 14 maggio torna “Nizza è Barbera”, la due giorni dedicata alla Barbera d’Asti docg e al Nizza docg.

La Rossa, negli ultimi anni, ha saputo rinnovarsi: social, divertente e con una forte identità di territorio, si è fatta amare anche dai più giovani: i millennials.

Sono i nuovi consumatori, nati tra gli anni Ottanta e Duemila, ad esserne attratti, affiancati da nuove ed attente consumers donne.

Organizzatori il Comune di Nizza Monferrato e l’Enoteca Regionale di Nizza, in collaborazione con Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, l’Associazione Produttori del Nizza e Astesana Strada del Vino.

L’evento è patrocinato da Regione Piemonte, Provincia di Asti e Camera di Commercio di asti.

Al Foro Boario si rinnova il Barbera Forum, con oltre 50 produttori.

Due le degustazioni d’eccellenza: sabato mattina nei giardini di Palazzo Crova sotto la guida degli Enologi Paola Manera e Luigi Bertini, dedicata agli ospiti Cru del Rodano.

Domenica, all’Enoteca Regionale di Nizza, la verticale delle 5 migliori annate di Nizza docg, dal 2008 al 2012, a cura dei Produttori del Nizza e dell’AIS.

Il Wine BARbera, gestito dall’Associazione Italiana Sommelier, si troverà al centro, nella piazza del Campanon. Chiusura con Barbera & Alta Langa, in collaborazione con il Consorzio della Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato e del Consorzio dell’Alta Langa.

Al Foro Boario sarà esposta la mostra di sculture in acciaio corten ossidato e tagliato al laser. Progetto intitolato “Paesaggio disegnato” a cura dello Studio C&C di Paolo Albertelli e Mariagrazia Abbaldo.

“Una manifestazione che ha un grande appeal per i consumatori – sottolinea il primo cittadino Simone Nosenzo – Ci affermiamo ogni anno di più come il centro della produzione di qualità della Babera. Con il nuovo disciplinare del Nizza docg, poi, si è creato l’inizio di un percorso virtuoso ed ambizioso. Abbiamo aperto una strada nuova che sempre più vignaioli vogliono percorrere”.

Elisa Grasso