Barbera d’Asti: è corsa all’oro rosso, cresce la domanda e aumenta il valore delle uve

“C'è euforia e stiamo assistendo a una corsa all'accaparramento delle uve, come mai avvenuto prima”.

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Ha gli occhi che brillano, Secondo Rabbione, enologo e responsabile del Centro Studi Vini del Piemonte: “L’annata 2016 della Barbera d’Asti sta già riscontrando una performance molto interessante sul mercato. Soprattutto gli areali dell’Albese hanno intuito che quest’anno è opportuno fare scorte di vino, dal momento che la qualità si preannuncia eccezionale”.

Tutti cercano uve barbera dunque, e molti sono disposti a pagarle molto più dell’anno passato. La Commissione prezzi della Camera di Commercio di Asti, ha fissato dieci giorni fa il mercuriale delle uve, ma gli stessi componenti hanno preannunciato che la tendenza è al rialzo. “Il mercato – sottolinea il presidente di Coldiretti Asti, Roberto Cabiale – sta andando molto più veloce delle quotazioni ufficiali. Avvicinandosi il momento della raccolta, cresce il valore delle uve”.

Come per il vino dell’annata 2015, il cui valore è via via cresciuto ben oltre le quotazioni ufficiali, anche le uve della nuova annata stanno registrando lo stesso trend. In pratica i viticoltori, in questi giorni, si vedono offrire fino a 1,10 Euro al chilogrammo per le uve Barbera d’Asti Docg normali, praticamente come il prezzo che il bollettino ufficiale indica per le uve diradate e selezionate. “Per la verità – rileva Rabbione – questa soglia è anche già stata superata, abbiamo avuto disponibilità di alcune cantine ad arrivare a pagare fino a 1,20 Euro le Docg senza selezioni particolari o diradamenti”.

Una corsa all’oro rosso, dunque, prevedendo vini eccezionali. D’altra parte le uve hanno gradazioni zuccherine elevate che si tradurrà in una produzione potenziale di vino da affinamento. Il Centro Studi Vini del Piemonte, che ha sede a San Damiano d’Asti, questa settimana ha analizzato il terzo campionamento delle uve e i risultati delle cosiddette curve di maturazione, sono sorprendenti.

“La media – precisa Rabbione – è di 21 gradi Babo, quindi con un alcol potenziale da trasferire al vino attorno ai 14 gradi. Una media che oltretutto è abbassata dalle ampie zone grandinate, quindi registriamo ampie aree con gradazioni notevolmente sopra la media. Per il resto, grazie all’abbassamento delle temperature di questi ultimi giorni, unite ad alcune precipitazioni, le viti hanno ripreso la loro attività metabolica, portando le uve ad un miglioramento di maturazione, non solo per quanto riguarda la quantità di zucchero, ma anche per una riduzione lineare dell’acidità totale, dell’acido malico, e per l’aumento progressivo dei pH”.

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