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La Cia fuori da Condifesa: ‘’Nessun mistero ma un servizio efficiente e meno costoso per gli agricoltori’’

“Nessun mistero nella decisione della Cia di Asti di uscire dal Condifesa, ma solo l’esigenza di fornire ai propri associati un servizio efficiente ed a costi ridotti riguardo le assicurazioni contro le avversità atmosferiche”.

Così il presidente provinciale della Cia di Asti, Alessandro Durando, in risposta alla lunga e un po’ farraginosa argomentazione che la Coldiretti ha inviato in questi giorni agli organi di informazione.

“La Cia ha agito – prosegue Durando – nell’esclusivo interesse dei propri associati che da tempo chiedevano di poter stipulare polizze assicurative a prezzi più bassi di quelli praticati tramite il Condifesa. Poiché non è obbligatorio essere associati ad alcun consorzio per potersi assicurare ed avere diritto ai relativi contributi statali, si è ritenuto che la soluzione proposta da Unipol Sai fosse quella più conveniente per gli agricoltori. A questi, infatti, attraverso i nostri CAA, potremo fornire adeguate coperture assicurative a costi concorrenziali e depurati dalla parte riguardante la gestione del Condifesa”.

Senza voler alimentare ulteriori polemiche che si ritengono dannose per l’intero comparto e di difficile comprensione per i cittadini non direttamente coinvolti nella vicenda, la Cia di Asti ha infine sottolineato, riguardo alle affermazioni della Coldiretti sulla rappresentanza Cia all’interno del Consorzio, che la Confederazione ha l’abitudine di lasciare massima libertà di voto ai propri rappresentanti ritenendoli in grado di ragionare con la propria testa, piuttosto che su ordini di servizio.

“A questo riguardo – afferma il direttore provinciale della Cia, Mario Porta –  vorrei ricordare come nella penultima consultazione per l’elezione del Cda di Condifesa (precedente a quella di pochi giorni fa) la Coldiretti abbia presentato ben due liste (una delle quali successivamente ritenuta illegittima da Asnacodi) al dichiarato scopo di occupare tutti i posti disponibili nello stesso Cda, distribuendo poi, nel giorno della votazione, volantini che contenevano le indicazioni di voto per i propri associati. Una pratica che ci è estranea e su cui non credo abbiamo bisogno di lezioni”.

In ogni caso, – conclude il presidente Durando – saranno gli agricoltori, unici soggetti interessati, a dare il giudizio finale sulla questione ed è questo che attendiamo fiduciosi”.