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All’Enoteca Regionale di Nizza ha debuttato il Piemonte Barbera del “sai cosa bevi”

A testimoniare l'interesse del mondo del vino astigiano, e non solo, verso l'iniziativa della Confederazione Italiana Agricoltori, venerdì scorso un affollatissimo salone dell' Enoteca Regionale di Nizza Monferrato, dove il Piemonte Barbera della"tradizione che si rinnova", o meglio ancora, del "sai cosa bevi" è stato presentato nella sua versione definitiva.

Il debutto dell’innovativa proposta enologica è stato accompagnato da un “parterre de rois” composto dal Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, dall’Assessore Regionale Giorgio Ferrero, dal Presidente Nazionale della Confederazione, Dino Scanavino e dal Presidente del Consorzio del Barbera, Filippo Mobrici.

Tra gli ospiti e relatori anche l’Enologo Giuliano Noè, ideatore e curatore tecnico dell’iniziativa, Lorenzo Giordano, Presidente della Cantina Sociale di Vinchio Vaglio Serra, che ha realizzato il prototipo del vino, l’Onorevole Massimo Fiorio, i Consiglieri Regionali Angela Motta e Walter Ottria, il Direttore dell’Associazione Vignaioli Piemontesi, Gianluigi Biestro, il Sindaco di Nizza Monferrato Flavio Pesce ed il Presidente dell’enoteca di Nizza, Mauro Damerio.

Cresce così, in modo evidente, l’attenzione per il progetto della Cia di Asti che si propone di ridare ordine al “sistema barbera”, dando il giusto valore alla Doc Piemonte, chiamata a diventare un vino quotidiano, fresco, piacevole e fruttato e di prezzo contenuto invece di una “seconda scelta” rispetto alla Docg “Asti”, come troppo spesso è accaduto finora.

“La nostra organizzazione” ha affermato Alessandro Durando, Presidente della Cia di Asti “con questa iniziativa si è impegnata a far chiarezza nel complesso mondo della barbera, dando forza e solidità al rapporto fra territorio e produzione vinicola. Da un’attenta programmazione in vigneto che indichi chiaramente quali sono gli impianti destinati alla produzione della Doc Piemonte, si arriva alla vinificazione di un prodotto di pronta beva e di uso quotidiano che propone al consumatore un vino di precisa identità (“sai cosa bevi”) ad un prezzo assai contenuto”

“D’altro canto” ha continuato “utilizzando quanto prevede il disciplinare della Doc, questo nuovo vino garantisce al viticoltore una redditività pari, se non in qualche caso superiore, a quella fornita dalla Docg Asti. Una proposta, la nostra, aperta a tutti i produttori che ci credono e vogliono contribuire a rendere più facilmente comprensibile il variegato mondo della barbera ai consumatori”.

Durante la conferenza sono intervenuti Filippo Mobrici, l’Assessore Ferrero e l’Enologo Giuliano Noè, in tema di necessità di concentrare gli sforzi promozionali e di conoscenza sulla Barbera e sulla denominazione Piemonte.

Lorenzo Giordano, invece, ha spiegato come la cantina di cui è Presidente abbia deciso di garantire ai propri conferenti identica redditività per “Piemonte” e “Asti”, a patto che si proceda ad un’adeguata programmazione dei vigneti, si evitino improprie scelte vendemmiali e riclassificazioni in corso d’opera.

Apprezzatissimo l’intervento del Presidente Sergio Chiamparino, che ha espresso pieno sostegno della Regione Piemonte al progetto della Cia, sottolineando come, anche nella veste di Presidente delle regioni vitivinicole europee, sia necessario dar maggiore visibilità al Piemonte ed ai suoi vini, sia in Italia che all’Estero, non soltando con le tipologie di maggior nobilità, ma anche con quelle, come il “nuovo” Piemonte Barbera, in grado di intercettare fasce di consumatori giovani che prediligono prodotti di buona qualità ma non di eccessiva importanza.

Chiamparino ha poi lanciato un’ipotesi, ancora allo stato di pura intenzione e bisognosa di contributi di idee e di fantasia da parte dell’intero comparto, dell’organizzazione di un evento che, senza far nascere emulazioni con altri storici “saloni”, sia in grado di porre all’attenzione di consumatori ed operatori internazionali e del settore le grandi qualità del vino piemontese.

Il Presidente Nazionale Cia, Dino Scanavino, ha tratto le conclusioni dell’evento, sottolineando come il comparto vinicolo sia chiamato in questi anni ad utilizzare al meglio le importanti risorse economiche messe a disposizione dal PSR e dall’OMC Vino. Ha richiamato l’esigenza di immettere sul mercato prodotti di sempre maggior qualità, grazie ad un’auspicabile maggior severità dei giudizi di idoneità delle Commissioni di degustazione. Un rigore produttivo che, il Piemonte Barbera della tradizione che si rinnova, sembra rispettare a pieno.

Il Piemonte Barbera del “sai cosa bevi” sarà al centro di una conferenza stampa organizzata lunedì 11 aprile nello stand della Cia Nazionale al Vinitaly di Verona e, successivamente, il 20 maggio, sarà proposto in degustazione nei giardini di Palazzo Alfieri ad Asti. A breve verrà annunciato anche un calendario di serate di degustazione nei principali centri di Piemonte, Liguria e Lombardia, in collaborazione con l’Onav.

Elisa Grasso