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La Scuola CPIA di Asti intitolata a Eugenio Guglielminetti

A pochi giorni dalla conclusione dell'anno scolastico 2014/15, il Consiglio di Istituto del CPIA di ASTI su indicazione del Collegio Docenti ha deliberato l'intitolazione della scuola e delle aule del Centro. 

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Nel corso del dibattito- conferenzadel 7 luglio A. Bianchino (Preside del CPIA di ASTI) ha raccontato: “Le persone che sono state scelte sono persone che hanno segnato la storia della scuola e della cultura a livello locale e internazionale, esempi per gli insegnanti e segno dell’impegno del CPIA, ho avuto la fortuna di conoscere gli astigiani a cui intitoleremo le aule, hanno rappresentato la storia culturale e sociale della città”

A Eugenio Guglielminetti (artista-scenografo e pittore) sarà intitolato il CPIA di ASTI.

Alberto Bianchino ha ricordato il rapporto tra Guglielminetti e la città e le opere che ha lasciato alla città, dicendo: “Eugenio credeva nella ricchezza della differenza, avrebbe apprezzato questo posto dove culture e diversità si mescolano, noi crediamo importante che questa scuola, che è attiva porti il suo nome.” – per poi aggiungere – “Questo posto è un luogo aperto alla città, nell’idea della scuola e del Comune deve essere un centro culturale, ospitare iniziative culturali e educative, per questo motivo la galleria, lo spazio più importante avrà un nome di riferimento culturale per la città, quello di Don Andrea Gallo.”

A ricordare aneddoti e una profonda amicizia per Don Andrea Gallo, il prete di strada fondatore della Comunità San Benedetto al Porto e sempre dalla parte dei deboli e pronto a denunciare ingiustizie, sono stati Mario Malandrone (insegnante del CPIA), che ne ha ricordato il ruolo di guida per la società civile astigiana e l’Assessore Piero Vercelli, amico di Don Gallo.

Si sono alternati poi i docenti del CPIA a ricordare il perchè delle scelte dei nomi delle aule.

Una mappa di impegno e di storie, la prima aula oggi l’aula 5 sarà intitolata a Anna Vigazzola, che è stata assessore all’istruzione, volontaria, insegnante e che negli ultimi anni della sua vita ha svolto attività di volontaariato in carcere per il CPIA.

Laura Basso ha ricordato Alfredina Dorigo, maestra che iniziò giovanissima a alfabetizzare adulti e trasferitasi ad Asti divenne esempio per le maestre di impegno e coraggio, maestra coraggiosa e consigliere comunale del PCI denunciò lo sfruttamento del lavoro minorile: “non è diventata famosa, ma per noi è un esempio ha contribuito a migliorare la vita di molti bambini”.

Di fronte all’aula dedicata a Alfredina Dorigo si affaccia l’aula dedicata a Remo Fornaca (docente universitario e pedagogista), Floriana Basso lo ricorda così: “se Alfredina è stata la pratica, lui è stato il maestro il pedagogista con cui ci siamo formate, dal quale abbiamo imparato molte delle cose che mettiamo in campo ora nell’insegnamento”.

Sullo schermo scorre la pianta del CPIA e pochi passi e ci si trova davanti al laboratorio dedicato a Cheikh Anta Diop (fisico, antropologo senegalese), Piera Medico lo ricorda come suggerito dalla Comunità di Senegalesi e da studiosi perchè: “E’ l’Africa a testa alta, ha dato rilievo scientifico e storico alle radici africane dell’umanità, per gli africani è un simbolo e per noi un riferimento culturale”, a lui fisico è dedicato il laboratorio di matematica.”

Si volge lo sguardo all’aula di fronte, un altro laboratorio e si intreccia la storia di Silvio Ciuccetti (pittore e regista), è Alberto Bianchino a raccontarne le opere sia audiovisive, che pittoriche e a raccontare una bellissima esperienza di murales realizzato con i ragazzi della scuola della Torretta : “Se fosse qui, dipingerebbe con gli studenti i murales che vogliamo realizzare nella galleria”. 

Pochi passi e si entra nella zona dell’alfabetizzazione oggi affollata di migranti e richiedenti asilo e a destra vi è l’aula Paulo Freire (pegagogista brasiliano), a ricordarlo è Mario Malandrone: “Paulo Freire è importante per noi, perchè attraverso l’alfabetizzazione ha creato i presupposti per la presa di coscienza, per i contadini di Sud America e poi di Africa. impegno che ha pagato con il carcere e l’esilio.In una scuola in cui vogliamo crescere, conoscere, liberarsi insieme è un punto di riferimento dell’apprendimento cooperativo, del dare risposte ai bisogni insieme e non solo nozioni”

Di fronte all’aula dedicata a Freire è l’aula più tecnologica dell’alfebitizzazione dedicata al maestro Manzi, il maestro di “Non è mai troppo tardi”, a ricordarne l’impegno è Piera Medico: “Manzi è stato maestro in carcere, grazie a lui più di un millione di italiani hanno imparato a scrivere ed è autore di molti libri di pedagogia.”

Si torna a proiettare la cartina del CPIA, un arcipelago educativo e Alberto Bianchino indica l’aula magna e promette che cercheremo di sistemarla nell’estate, fa notare che è aperta anche verso l’esterno e quindi può diventare fruibile per la città e ospitare associazioni e materiali di consultazione. “L’aula magna sarà intitolata a Renato Bordone” annuncia e Piera Medico insegnante ai corsi serali di scuola superiore, dice “Remo Bordone è stato un grande esempio di studioso, docente universitario di storia medioevale, Presidente della Biblioteca Astense, membro del Comitato Scientifico dell’Israt, fondatore del Centro Studi sui Lombardi, una persona disponibile e di grande cultura”. 

Il giro tra la toponomastica del CPIA termina qui, un  viaggio dall’impegno di alfabetizzare, attraverso l’arte per giungere a un livello di studi universitario, un po’ come il cammino di molti studenti del CPIA che passano dai livelli più bassi di istruzione e alcuni dopo il diploma decidono di andare avanti. 

Ora la pratica andrà in mano alla Prefettura, molte persone sono morte da meno di dieci anni e quindi l’iter dovrà essere riconfermato più volte. Si sta pensando a come allestire pannelli in ricordo delle persone scelte come esempio di cultura e impegno, anche coinvolgendo la scocietà civile e si annunciano momenti di studio sulle storia delle persone che abiteranno le aule con i loro nomi e il loro esempio.

Una carrellata di nomi e applausi alla memoria e all’impegno che dura mezz’ora, subito dopo i docenti del CPIA precisano che qusta memoria è la base del futuro del CPIA e lanciano una presentazione dei progetti che il CPIA in pochi mesi ha ricevuto come proposte di collaborazione.

Alberto Bianchino ricorda come alcuni progetti abbiano bisogno di spazi e sulla cartina evidenzia la zona grigia, quella non assegnata al CPIA (una elle che circonda gli edifici oggi assegnati), ma sottolinea l’importanza di una assemblea partecipata (ci sono realtà del terzo settore, l’Università, enti di formazione, associazioni, patronati). 

“Il nostro “cantiere” scolastico, sta diventando un vero laboratorio di educazione, interazione tra culture e come è naturale che sia si sta sempre più arricchendo di contributi da parte della società. Sicuramente la città non può perdere quest’occasione e il futuro Dirigente sarà attento a una scuola che si apre alla società, questi progetti che presentiamo sono progetti che interessano al CPIA e che faranno crescere Asti” 

Oscar Pastrone (PROGETTO RADIS) racconta l’esperienza dell’associazione, oggi cooperativa nell’alfabetizzazione tecnologica, nell’uso del software libero, nel recupero di materiali elettronici e nell’innovazione tecnologica. Racconta l’esperienza di laboratori realizzati a favore delle scuole astigiane, della collaborazione con il Comune di Asti, dello sviluppo di software e hardware a favore dell’apprendimento sia per stranieri che nel caso della diversa abilità. Pastrone spiega come oggi l’esperienza di Radis dia lavoro a tre persone e il futuro: OLA (Open Lab ASTI) e il Laboratorio delle idee. Pastrone racconta come questo progetto possa essere un’ottima sinergia per l’educazione degli adulti.

A confermare le sue parole è Alberto Bianchino, che racconta come il CPIA possa offrire nella parte assegnata spazio per fare cultura su questi temi, confermando che l’attività laboratoriale e di lavoro possa essere sinergicamente utile se collocata negli spazi ancora da sistemare.

A prendere la parola a nome di INCA CGIL, INAS CISL, ITAL UIL, ACLI è Alessandro Berruti direttore INCA, che presenta MELTING-POINT: “un punto informativo di segretariato sociale, punto di incontro di vari soggetti operanti sul territorio e di culture. Uno sportello informativo, di tutela dei diritti, di informazione sulle pratiche dei migranti, di orientamento al lavoro. Oggi il CPIA nella nuova sede è un crocevia importante, dove mettere a disposizione le nostre competenze e lavorare a favore dei diritti. Le realtà lavoreranno in sinergia con il CPIA e tra loro. Inoltre questa esperienza può diventare un vero laboratorio di sperimentazione a favore dei diritti”

A fare eco a questa proposta è l’ASSOCIAZIONE DALEIALEI, che si rivolge a tutte le donne maggiorenni senza discriminazioni,  che condividono le finalità dell’associazione, senza distinzione di provenienza, nazionalità, credo religioso, lingua e cultura. Inoltre vuole essere un punto di incontro,un luogo di conoscenza,  confronto, accoglienza delle donne e ne intende promuovere la dignità l’autonomia e l’autodeterminazione. 

L’associazione vorrebbe realizzare un punto di ascolto e confronto relativo alle donne, inoltre si dice interessata a rianimare il centro Intercultura dell’USP oggi ospitato in Via Comentina. proposta che raccontano di aver fatto già pervenire al nuovo Provveditore agli studi di Asti e Alessandria. Con il Cpia si dice interessata a lavorare sui temi relative alle donne, l’alfabetizzazione e l’emancipazione.

A prendere la parola sono gli studenti del CPIA, che da pochi giorni sono ex studenti a parlare sono Giovanni Varlotta e Alena Lopez : “Il CPIA è diventato un punto di incontro importante per noi, abbiamo con l’aiuto della professoressa Lucia Montanaro realizzato un Coro e gli studenti una squadra di calcetto. Grazie al lavoro prezioso della professoressa Margherita Campi stiamo per realizzare una associazione di volontariato di studenti e ex studenti e volontari, il nome potrebbe essere Arcipelago di Culture, i temi sono molti su cui vogliamo lavorare e molti riguardano temi che ci accomunano ai progetti che abbiamo sentito.  Un modo per lavorare per i nostri diritti, per fare cultura e continuare con le attività e restituire le cose preziose che il CPIA ci ha dato, per noi questa è una restituzione.”

Si apre così dopo un lungo applauso, lo spazio dibattito, a intervenire è la Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di ASTI, la quale si dice colpità dall’iniziativa e dal centro, di cui oltre alle attività elogia l’assenza di barriere architettoniche. La richiesta della Presidente è quella di una  collaborazione e di una ospitalità.

A intervenire è poi Mauro Ferro (Fondazione Casa di Carità): ”Proprio in questi giorni stiamo scrivendo con il CPIA progetti su Carcere e su percorsi integrati scuola superiore- istruzione degli adulti-formazione. Stiamo già elaborando percorsi comuni, io trovo interessante fare sinergia con altri enti di formazione sul tema dell’orientamento al lavoro e con lo sportello di segretariato sociale. Questo spazio è molto bello e può diventare l’occasione per il Comune, insieme a scuola e formazione professionale  di creare un laboratorio di progettazione di interventi formativi. In questi mesi ne abbiamo parlato, altre realtà ad esempio Enaip sono interessate e credo che si possa costruire un progetto insieme.”

Alberto Bianchino, preside del CPIA dopo un ora e mezza di memoria e futuro, chiosa dicendo: ”Le realtà e iniziative troveranno da subito spazio nel Cpia, ma alcuni parti di progetto necessitano di interventi importanti che insistono sulla zona grigia (indicando la cartina) per ora non utilizzata e completata. Invito chi non lo ha ancora fatto a progettare, a scrivere, abbiamo ricevuto oggi molti stimoli. Il CPIA E. GUGLIELMINETTI è uno spazio aperto e occupa 900 metri quadri sui 1200 metri quadri di piazza Leonardo da Vinci. Ci sono ancora 300 metri quadri da realizzare con progetti come questi che siano in sinergia con l’istruzione degli adulti, l’aggregazione culturale e formativa e i temi che abbiamo toccato. Fino al 31 agosto sarò Preside e vi assicuro che lavoreremo in questi mesi per mettere insieme queste idee in un progetto comune”

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