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Duro colpo inflitto dai carabinieri di Asti alla ‘ndrangheta; ”storica operazione per mantenere immunizzata la provincia”

E' stata un'operazione che il Tenente Colonnello Fabio Federici, comandante del Comando Provinciale Carabinieri di Asti ha definito, con giusto orgoglio, storica.

Ieri mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Asti, coadiuvati dal personale dei Comandi Provinciali Carabinieri di Torino, Vercelli e Crotone (per un totale di circa 150 uomini di cui oltre cento astigiani), hanno eseguito, dalle prime luci del giorno, in Asti e nelle province di Torino, Vercelli e Crotone una vasta operazione contro l‘ndrangheta (cosca denominata “locale di Cirò” di Crotone), con la notifica di 6 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, emessi dalla Dott.ssa Elena Rocci, GIP presso il Tribunale di Torino, su richiesta del Dott. Stefano Castellani e Dott. Sandro Ausiello della Procura presso la Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo piemontese.

Tutto ha avuto inizio a settembre 2011 quando a Villanova d’Asti a pochi chilometri dalla sua abitazione, sita in San Paolo Solbrito viene ucciso con un colpo di pistola Nicola Moro, 53 anni originario della Puglia ma da diversi anni trasferito nell’astigiano. L’uomo fu trovato agonizzante da un camionista e, ai carabinieri accorsi prontamente fece ancora a dire: “avevo appuntamento con tre persone” le ultime parole prima di spirare. 

Da quel momento sono partite le indagini che hanno evidenziato come la vittima fosse stata incaricata da esponenti della ‘ndrangheta di avviare attività commerciali di copertura per il traffico di droga, tra cui tre pescherie, in capo alla ditta Fisherhous (da cui prende il nome l’operazione dei cc), nella provincia di Asti (nel capoluogo, in Villanova d’Asti e Costigliole d’Asti), e sarebbe stato assassinato per avere disatteso i dettami delle cosche, connessi alla somma ricevuta (circa 300 mila euro).

A finire in manette, tra gli altri, anche i due presunti esecutori dell’omicidio Giuseppe Bossio e Giuseppe Chiricosta, delitto commesso con l’aggravante della premeditazione, di aver agevolare l’attività di un’associazione di stampo mafioso ex art. 416 bis cp.. e aver ucciso in circostanze di luogo isolato, tali da ostacolare la privata difesa.

Ad oggi, l’attività in argomento ha portato al conseguimento complessivo dei sottonotati risultati: 

129 reati scoperti (un omicidio di mafia, traffico di armi e stupefacenti e truffe); 36 persone denunciate in stato di libertà; 11 persone arrestate; 36 kilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrati del tipo hashish e marijuana, con conseguente sequestro del capannone attrezzato a coltivazione di serra della droga; denaro contante e merce sequestrata per un ammontare di € 80.000 circa.

Il Tenente Colonnello Fabio Federici (al centro nella foto con a destra il maggiore Marco Pettinato e a sinistra il luogotenente Antonino Gioitta) ha tenuto a sottolineare l’importanza dell’operazione che permette alla provincia di Asti “di restare immune dalla ‘ndrangheta anche se non è immunizzatama per cui continuano a tenere altissima la guardia e proseguiremo le indagini per rendere il territorio astigiano sempre più sicuro”.

 

 

l.b.