Segnali di ripresa, ma non per tutti. Su produzione di mezzi di trasporto, giù tessile e metallurgia

Nei primi mesi del 2015 si dovrebbe collocare l’uscita da una lunga recessione durata oltre tre anni.

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Questo secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato.

A febbraio l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenta dello 0,6% rispetto a gennaio; anche nella media del trimestre dicembre 2014-febbraio 2015 la produzione è aumentata dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

Su base tendenziale l’analisi dell’andamento della produzione manifatturiera cumulata nei primi due mesi dell’anno evidenzia ancora una flessione dell’1,3%, con differenziazioni per settori di attività economica.

Nei primi due mesi del 2015 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+21,3%), della fabbricazione altri mezzi trasporto (+7,5%), delle altre manifatturiere (+5,0%), fabbricazione di computer ed elettronica (+3,5%), petroliferi raffinati (+3,4%), riparazione macchine (+2,3%), farmaceutici (+1,4%), stampa (+1,0%), gomma e materie plastiche (+0,9%) e alimentare (0,2%); complessivamente nei settori che nei primi due mesi del 2015 registrano la produzione in crescita tendenziale operano 111.214 imprese artigiane, pari al 41,2% dell’artigianato manifatturiero, che danno lavoro a 358.798 addetti (36,8% occupazione manifatturiera artigiana).

In alcuni settori con una elevata presenza di imprese artigiane si registra invece una flessione della produzione: le diminuzioni più ampie si registrano nei settori della metallurgia (-4,6%), altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-4,9%), prodotti in metallo (-7,2%), tessili(-8,4%) confezione di articoli di abbigliamento, confezione di articoli in pelle e pelliccia (-9,8%). In questi cinque comparti in maggiore ritardo operano 92.157 imprese artigiane, pari al 34,2% dell’artigianato manifatturiero, che danno lavoro a 355.742 addetti (36,5% occupazione manifatturiera artigiana).

Più in generale si osserva che nei 9 settori micro e piccole impresa (dove l’occupazione in imprese fino a 50 addetti supera il 60% del totale) nel primo bimestre 2015 la produzione soffre maggiormente, con un calo tendenziale del 2,9% a fronte di una riduzione più contenuta (-0,4%) nei rimanenti quindici settori.

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