I Sindaci in Assemblea sul destino della Provincia di Asti

Martedì 14 aprile il Consiglio provinciale, presieduto da Marco Gabusi, ha incontrato in Provincia i sindaci dell’Astigiano, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e i dipendenti per un confronto sulla situazione istituzionale dell’Ente, sulle sue prospettive e sul futuro del personale.

“La situazione economica negli ultimi mesi è peggiorata – ha esordito il presidente Gabusi – a causa dei tagli stabiliti dal governo, che hanno penalizzato la nostra Provincia in maniera massiccia e maggiore rispetto alle altre del Piemonte”.

E’ il consigliere Luca Quaglia, con delega al bilancio, a illustrare nei dettagli il conto economico: “I costi fissi e incomprimibili, come mutui, stipendi, assicurazioni, ammontano a 20 milioni e 110 mila euro, a fronte di una previsione di entrate  – la più ottimistica possibile –  di 25 milioni e 450 mila. L’ultimo decreto ministeriale di marzo prescrive alla Provincia di Asti un taglio di 8 milioni. Il nostro Ente dovrà farsi carico del pagamento della sanzione di 1 milione e 380 mila euro per aver sforato il patto di stabilità. Nei prossimi dieci anni, dovrà spalmare sul bilancio 3,9 milioni di disavanzo. Il risparmio sui mutui non può essere impiegato per la spesa corrente. Confermo che così non possiamo chiudere il bilancio”.

Spinosa anche la questione dei dipendenti, oggi 309. “Con l’incertezza su quali funzioni resteranno alla Provincia – ha spiegato il presidente – non è chiaro quanti dipendenti occorreranno: la Regione Piemonte non ha ancora approvato il disegno di legge sulle competenze degli enti territoriali. I Comuni e le amministrazioni centrali dello Stato a loro volta hanno carenze di organico, ma in questo momento le assunzioni sono bloccate. Per questo, la strada percorribile è quella della mobilità tra enti”.

Ma, come hanno fatto notare i rappresentanti sindacali durante il dibattito, il Ministero della Pubblica Amministrazione ha presentato un piano di equiparazione dei livelli e delle retribuzioni che le organizzazioni dei lavoratori hanno respinto: dunque non ci sono ancora le condizioni per favorire passaggi fluidi di personale da un ente all’altro.
“L’erogazione dei servizi è l’imperativo e per farla sono indispensabili le risorse e il personale, questo è l’obiettivo che l’amministrazione provinciale si pone” ha dichiarato il presidente.

Gestione e manutenzione della rete stradale provinciale, manutenzione e riscaldamento degli edifici scolastici, pianificazione del territorio, trasporto pubblico locale sono tra le principali competenze dell’ente di area vasta, che evidentemente non possono essere assunte da singoli Comuni o da Unioni di Comuni.

E’ un appello ai sindaci quello che il presidente Gabusi rivolge: “Dobbiamo fare squadra, fare massa critica, per essere interlocutori ascoltati dalla Regione e dallo Stato. Come consiglio provinciale continuiamo quotidianamente a lavorare: abbiamo presentato il conto alla Regione per le funzioni che ancora svolgiamo e, pur apprezzando gli sforzi del vice presidente Reschigna, a oggi non è ancora dato sapere quali saranno le risorse per il nostro ente. Tramite l’Unione Province Piemonte abbiamo presentato un emendamento contro le sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità, generate da una gestione commissariale e quindi di diretta responsabilità governativa. La vittoria al Tar per ottenere il giusto riconoscimento per le funzioni svolte è solo l’inizio di una serie di azioni che, concordemente con le organizzazioni sindacali e con i sindaci, metteremo in piedi a tutela dei nostri concittadini”.