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Per i “Sorì” del Moscato una proposta dalla Associazione Produttori

L'incontro sui “Sorì” ospitato nel palazzetto dello sport di S. Stefano Belbo e organizzato dal Consorzio di Tutela dell'Asti ha visto la partecipazione di oltre trecento persone intervenute e sedute nella vasta area coperta.

Ad aprire i lavori, il sindaco di S. Stefano Belbo e vice presidente della Associazione Comuni del Moscato, Luigino Icardi, che dopo i saluti ha rimarcato l’importanza dell’argomento in discussione ed ha anche promesso battaglia per la recente imposizione dell’IMU sui terreni agricoli: due temi certamente correlati per le difficoltà sopportate dai contadini dei “vigneti eroici” rese ancora maggiori dall’applicazione di questa tassa (che di comunale ha ben poco).

Dopo l’introduzione del direttore del Consorzio, Giorgio Bosticco, è stato l’europarlamentare Alberto Cirio ad intervenire indicando che la direzione è quella di difendere la qualità, quindi anche l’eccellenza di questi territori impervi e affascinanti che hanno un valore economico e paesaggistico molto prezioso, valore che aumenta con il riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità appena ottenuto.

Cirio ha poi ricordato le funzioni e le opportunità relativi alla sede europea, la necessità di guardare al mondo e di usufruire dei fondi che l’Unione Europea mette a disposizione per il territorio. Da qui è nata la proposta concreta di Giovanni Satragno, presidente della Produttori Moscato, rivolta a concedere ai proprietari dei “Sorì” dei diritti di impianto gratuiti per un totale di 100 ettari con vincolo a non estirpare per 20 anni, oppure al costo di 1 euro per la costituzione di un fondo che possa servire a distribuire denaro ai proprietari coinvolti.

Bosticco ha chiuso, poi, i lavori annunciando la necessità di rivedere le note difformità esistenti sulle particelle finora considerate e sulle loro pendenze, compito per il quale chiede la collaborazione dei proprietari stessi, appellandosi alla loro responsabilità e dichiarandosi fiducioso di ottenere i dati reali che le immagini utilizzate in passato non sono riuscite ad offrire. Il direttore del Consorzio si è inoltre impegnato a trovare dei fondi da distribuire ai proprietari dei “sorì” chiedendo alla Regione Piemonte che vengano inseriti tra le misure agro-ambiente del nuovo PSR.