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Coinvolgente omaggio al jazz di Dino Piana a Passepartout en hiver

Ieri, domenica 22 febbraio 2015 c’è stato il sesto appuntamento per la rassegna Passepartout en Hiver organizzata dalla Fondazione della Biblioteca Astense Giorgio Faletti in collaborazione con la CNA ad Asti presso la Casa del Teatro, Via Goltieri 3.

Come al solito prima il benvenuto di Mario Tanino della CNA con la presentazione da parte della pittrice Marisa Garramone del proprio lavoro. Apprezzata anche l’opera di Antonio Guarene, assente, ma ringraziato pubblicamente proprio da Armando Brignolo “ma solo fino ad un certo punto”:”perché l’amico Guarene è in debito con me: spesso mi chiama perché non ricorda più dove ha parcheggiato la macchina e così iniziamo una migrazione alla ricerca dell’auto perduta che può durare non poco tempo…”. Inizia così tra le risate un pomeriggio nel segno della musica.

Il giornalista e scrittore Armando Brignolo ha parlato a ruota libera della genialità del grande jazzista muovendosi sulle tracce del libro Dino Piana Oltre quel Campanile Il Jazz nella mia vita, edito da Daniela Piazza, anche lei sul palco della Casa del Teatro.

Così si è scoperto che Piana all’età di tre anni aveva fatto un sogno premonitore nel quale suonava la tromba e che non conosceva la musica suonando il suo trombone “a orecchio”. Poi di quando, vergognandosi molto perché non aveva la custodia del proprio strumento, si era presentato in un posto dove suonava Enrico Rava, uno dei jazzisti italiani più noti internazionalmente, e alla sua richiesta per una prova sul momento di “un giro di blues in fa”si era trovato nel panico per poi scoprire che era in grado di suonare ciò che era richiesto, solo che era da lui chiamato “ el gir del boogie”, essendo il Boogie il sound più diffuso nel dopoguerra e “tutto era Boogie!”

“ Il Dino”, così lo chiama Brignolo, è stato raggiunto” in diretta” telefonicamente così da poter salutare il numeroso pubblico di Passepartout en Hiver e godere di un lungo applauso.

Molto gradita la musica dal vivo della fisarmonica di Gianni Coscia che dal palco ha incantato i presenti. Ha tenuto a sottolineare:” Dino sempre dice che è grazie a me che ha continuato a suonare, ma non è vero, forse, semplicemente, gli ho dato fiducia in quello che faceva…”