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Ddl Delrio, Uncem soddisfatta: "Ripristinata la democrazia"

Nei Consigli comunali dei piccoli Comuni, con meno di 3000 abitanti, tornano due assessori. E il numero dei Consiglieri, oltre al sindaco, sarà di dieci. I Comuni al voto a maggio 2014 potranno beneficiare della norma inserita la notte scorsa nel disegno di legge nazionale sugli enti locali, varato dalla Camera dei Deputati e ora all’esame del Senato.

“Una necessaria restituzione di rappresentanza al territorio – afferma Lido Riba, presidente Uncem Piemonte – Avevamo fatto precisi emendamenti al testo originario del Ministro Delrio. Chiedevamo che venissero eliminate le scellerate norme delle finanziarie del 2011 e del 2012 che sopprimevano di fatto la democrazia. I primi risultati sono arrivati questa notte, con l’ampliamento dei Consigli comunali (12 Consiglieri e 4 assessori nei Comuni che hanno fra i 3000 e i 10000 abitanti; 10 Consiglieri e 2 assessori nei Comuni fino a 3000 abitanti) e lo snellimento delle procedure per la nascita delle Unioni di Comuni. L’Italia si allinea a quanto hanno fatto negli anni scorsi Stati europei come Germania e Francia, dove sono stati mantenuti i piccoli Comuni, ma questi si sono uniti per gestire le funzioni e i servizi ai cittadini in forma associata. In Piemonte lo stiamo facendo e il sistema associazionistico con storia quarantennale delle Comunità montane ci aiuta a crescere nei processi di trasformazione ed efficienza richiesti”. Positivo anche l’incentivo di 30milioni di euro per le Unioni previsto dalla legge di stabilità.

L'emendamento “ripristina democrazia” nei piccoli Comuni è stato votato alle 21,56 di sabato 21 dicembre, votazione nominale n° 97 della giornata. In quel momento erano presenti nell’Aula della Camera 313 deputati, votanti 311, astenuti 2, favorevoli 294, contrari 17. Hanno votato sì il Pd, Ncd, Sel, Scelta Civica, il nuovo gruppo “Per l'Italia” nel quale confluiscono Udc e cattolici ex montiani. Tre deputati Fi hanno votato a favore, due conto. Un deputato Lega Nord ha votato a favore, quattro contro. Contari i 5Stelle presenti, astenuti i due di Fratelli d'Italia. Non hanno partecipato al voto 54 deputati forzisti, 13 della Lega Nord, 13 del misto, 93 dei 5Stelle, 21 di Sel.

“Questa legge che organizza Città metropolitane, Unioni e fusioni di Comuni, rappresenta un significativo sforzo di riforma per dare efficienza e modernità agli enti locali, senza perdere le radici della tradizione autonomista ma innovando per eliminare sovrapposizioni e passaggi burocratici”, evidenzia Enrico Borghi, presidente nazionale Uncem e presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna. “Abbiamo eliminato la logica podestarile e oligarchica delle leggi Berlusconi-Calderoli – prosegue Borghi - nei confronti dei piccoli Comuni, ripristinando da un lato la democrazia locale e dall'altro innescando finalmente in maniera organica il processo aggregativo dei piccoli Comuni. In questo vengono ricomprese le norme a favore della governance dei territori montani, che acquisisce sistematicità con Unioni montane di Comuni dotate di autonomia statutaria con garanzia di rappresentanza per ogni Comune e connota le aree del Verbano Cusio Ossola, Sondrio e Belluno nel quadro della loro specificità di territorio montano integrato. A ciò si aggiunga la clausola di salvaguardia per i territori montani originariamente inseriti ope legis nella città metropolitana, condizione che consentirà alle valli del Torinese di darsi una propria autonoma gestione territoriale se lo vorranno”.

La settimana si chiude dunque con il varo della strategia alpina dell'Ue, ottenuta dal Consiglio Europeo grazie all'impegno diretto del Presidente del Consiglio Enrico Letta, e con la nascita di una governance locale funzionale al governo dei nuovi percorsi di sviluppo sostenibile che saranno innescati dal nuovo quadro di programmazione Ue 2014/2020 che prevede il riconoscimento della specificità delle aree interne, rurali e montane.

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