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Aspettando Collisioni: a Barolo ospite d'onore lo scrittore Luis Sepúlveda

Domenica 19 maggio, alle 17, nel Cortile del Castello di Barolo, si terrà l'ultimo grande appuntamento di Aspettando Collisioni, per festeggiare l’arrivo del Festival che quest’anno vedrà protagonisti grandi star della musica e della letteratura internazionale, da Elton John e Jamiroquai, uniche date italiane, Gianna Nannini unica data in Italia, Elio e le Storie Tese, Fabri Fibra, il Premio Nobel Vidia Naipaul, David Grossman, Michael Chabon, David Sedaris, Ian McEwan. 


Dopo svariate vicissitudini, l’ospite d’onore sarà il grandissimo scrittore cileno Luis Sepúlveda. A fare da cornice all’evento, il cortile dello splendido Castello di Barolo, per cominciare a respirare un po’ dell’atmosfera avvolgente di Collisioni. In questa occasione Sepulveda dialogherà con lo storico e sociologico italiano Marco Revelli e presenterà il suo ultimo libro: Gli ingredienti per una vita di formidabili passioni, in uscita il 9 maggio 2013 edito dalla casa editrice Guanda.

Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo vinicolo a cura della Pro loco di Barolo.

Ingresso gratuito.


 

Luis Sepulveda: note biografiche

Nato in Cile nel 1949, Sepúlveda ha lasciato il suo Paese al termine di un’intensa stagione di attività politica, conclusasi drammaticamente con l’incarcerazione da parte del regime del generale Pinochet. Ha viaggiato a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo, anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Dopo aver risieduto ad Amburgo e a Parigi, vive attualmente in Spagna, nelle Asturie. Autore di libri di poesia, «radioromanzi» e racconti, ha conquistato la scena letteraria con il suo primo romanzo, "Il vecchio che leggeva romanzi d’amore", apparso per la prima volta in Spagna nel 1989, e in Italia nel 1993. Amatissimo dal suo pubblico, e in particolare dai lettori italiani, ha pubblicato da allora numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca la "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", uno dei libri più letti degli ultimi anni.

A fare da collante narrativo in questo libro, sono gli elementi indissolubilmente intrecciati nel racconto di una vita avventurosa e affascinante come quella la sua ovvero: la scrittura, l’impegno politico, le amicizie, l’esilio, il viaggio. Fin da ragazzino, Sepúlveda scopre che la letteratura che vale è quella che riesce a dar voce a chi non ha voce. Ripercorrendo una vocazione dalle molte sfaccettature, queste pagine intrecciano racconti di vicende personali, storie di lavoratori e delle loro lotte, grida di dolore per lo sfruttamento criminoso dell’ambiente, riflessioni sferzanti sulla crisi economica che ha investito l’Europa e rievocazioni di momenti condivisi con amici e «maestri» – tra gli altri Neruda, Saramago, Tonino Guerra. Emerge soprattutto il Sepúlveda uomo, i ricordi mai sopiti del difficile passato cileno, i destini dei compagni dispersi dall’esilio che si ritrovano su una piccola baia del Pacifico, un viaggio nel deserto di Atacama, ma anche squarci di vita domestica, il ricordo di un nobile amico a quattro zampe, la gioia di riunire intorno a un tavolo una meravigliosa famiglia allargata da cui farsi chiamare con l’epiteto di «vecchio». E su tutto la consapevolezza, sempre e comunque, di aver vissuto «una vita di formidabili passioni». 

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