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Ok lasciare l’auto in garage, ma qualcuno ad Asti ha pensato a tutelare i pedoni?

C'è ormai grande fermento ad Asti per l'imminente adunata degli alpini.

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Da qualche giorno, fatto smontare in anticipo il Luna Park da piazza Campo del Palio, il COA è al lavoro per dirigere i lavori di montaggio delle tensostrutture che stanno spuntando rapidamente una dietro l’altra. 

La piazza è stata cintata quasi del tutto, dal lato di piazza Leonardo Da Vinci è stato transennato anche il passaggio pedonale alberato, lasciandone accessibile solo una microscopica striscia, senza pensare ai disagi, e soprattutto, ai potenziali pericoli arrecati ai pedoni che devono transitare in quella zona.

La prossima settimana, chi dovrà recarsi in centro città a piedi, per evitare disagi con l’auto, dovrà fare particolare attenzione. Noi abbiamo provato a percorrere a piedi il tratto di strada che da corso Savona permette di raggiungere il Parco della Resistenza, in un momento di traffico blando, ieri, venerdì 6 maggio, alle 14, e in un momento di traffico massimo, come stamane durante il mercato cittadino.

Il risultato? In trecento metri per tre volte abbiamo corso il rischio di essere investiti. Imboccato corso Einaudi a destra, lasciando corso Savona alle spalle, non potendo accedere all’area pedonale a bordo strada in corrispondenza di quello che è l’accesso veicolare – ora chiuso – per le auto, abbiamo dovuto tenere il marciapiede di destra, dove si è costretti ad attraversare piazza Leonardo da Vinci dove non ci sono segnaletiche orizzontali che tutelino i pedoni. Troppo fuori direttrice sono le strisce, ma molto pericoloso è l’attraversamento della piazza, con le auto che girano decise verso piazza Leonardo da Vinci, visibili solo all’ultimo per via delle auto parcheggiate.

Attraversata la piazza, dopo una ventina di metri è necessario attraversare via Domenico Ratti, anche qui in parziale assenza di strisce pedonali, dislocate poco più in giù nella via ma per metà carreggiata assente. Inoltre, anche qui si manifesta lo stesso problema di prima: auto che imboccano rapide la via e alto rischio per il pedone.  

Attenzione poi all’incrocio con via Baudoin per arrivare in corso Galileo Ferraris: anche qui, pericolo costante.

Il non plus ultra si raggiunge nel momento in cui si vuole attraversare corso Galileo Ferraris, all’incrocio con Corso Felice Cavallotti: il semaforo, perennemente lampeggiante (in funzione ultimamente solo in giorni di mercato, quando si riempie però di mendicanti che tentano di buttarsi sotto le auto in ripartenza per ricevere l’elemosina). E’ difficile, a semaforo lampeggiante, far capire alle auto che anche i pedoni hanno il diritto di attraversare l’incrocio. E pure sulle strisce si rischia di essere presi sotto.

Raggiunto finalmente il Parco della Resistenza, osiamo di più: raggiungere Corso Alfieri, nell’area della Caserma Colli di Felizzano. C’è ancora un ostacolo, attraversare viale Rosselli. Costeggiato il parco, per raggiungere via Prandone non si può andare dritti, ancora una volta, manca la segnaletica. Davanti all’Hotel Lys bisogna girare a destra, per poi attraversare corso alla Vittoria. Finalmente siamo in via Prandone, vivi e vegeti.

Ma i pericoli sono stati tanti, e la prossima settimana c’è chi dovrà percorrere a piedi tutti i giorni questo tratto di strada per raggiungere il luogo di lavoro. Il tutto per qualche metro in meno che poteva essere lasciato a chi ha bisogno, ma diciamo pure, diritto, di muoversi a piedi da quel lato della città.

Sicuramente per chi sarà costretto a lasciare l’auto in garage percorrere a piedi il centro di Asti sarà un’opportunità per vivere la città in maniera alternativa, scoprendone anche amabili scorci, ma qualcuno non poteva pensare a tutelare i pedoni?

s.c.

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