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Popolo della famiglia: dall’ideologia gender al reddito di maternità

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Sono stati numerosi i punti di discussione toccati nelle due conferenze organizzate dal Popolo della Famiglia gli scorsi 1 e 2 dicembre.

Bersagli delle loro critiche: l’ideologia gender e l’aborto. Proposte: reddito di maternità per le mamme che decidono di lavorare e chiusura domenicale dei centri commerciali.

Il 1 dicembre a Callianetto Raffaele Bianchino Baretti, presidente astigiano del Popolo della Famiglia, ha prsentato un excursus sui “Gender studies” dagli anni ’70 all’ideologia gender oggi presente nelle scuole. Ha parlato delle proposte di legge in Parlamento sulle punture di Triptorelina, il bloccante ipotalamico che viene utilizzato sui bambini per bloccare lo sviluppo della pubertà, rendendo meno invasiva la successiva operazione di riassegnazione di sesso: “una pratica contro la dignità”, come è stata definita da Baretti.

Nella conferenza stampa del 2 dicembre alla caffetteria Mazzetti, Mirko De Carli, responsabile Nord Italia, ha presentato i principali punti del programma elettorale del Popolo della famiglia.

“Partendo dalla constatazione del crollo delle nascite, dovute anche ai 6 milioni di aborti praticati in Italia dall’approvazione della 194 – spiega De Carli – noi proponiamo il reddito di maternità, una sorta di stipendio di 1000 euro al mese alle cittadine italiane che scelgono di non lavorare per crescere i propri figli; un fisco a misura di famiglie numerose perché a parità di reddito Non è giusto che un single debba pagare le stesse imposte di un padre di famiglia, quindi più figli hai meno tasse paghi e dal terzo figlio non le paghi più”.

Oltre a questo il PDF propone bonus bebè di alcune migliaia di euro l’anno e la domenica a casa per le mamme lavoratrici: “Non ha nessun senso” continua De Carli “che i centri commerciali rimangano tutti aperti tutte le domeniche. E’ sufficiente che nelle città i centri commerciali o i grandi supermercati rimangano aperti a rotazione una domenica su quattro, garantendo il servizio alla città, l’utile all’azienda, perché così facendo l’esercizio di turno sarebbe pieno di clienti e dando la possibilità alle mamme lavoratrici di stare a casa con la propria famiglia tre domeniche su quattro. Infine è stato proposto un fondo di garanzia nazionale: a tutte quelle giovani coppie che a causa di contratti atipici non riescono ad accedere ad un mutuo, lo stato garantirà per loro.

Infine Bianchino Baretti ha ribadito “C’è un solo modo per dimostrare che noi non siamo omofobi e che le accuse di discriminazione sono sciocchezze costruite ad arte per screditarci, fare quello che ci è stato insegnato: amare il prossimo e nella pace porgere l’altra guancia. Siamo contrari alle ideologie omosessualiste, ma mai saremo contro la persona che sia essa omosessuale o eterosessuale. E’ davvero brutto identificare il prossimo con il suo orientamento sessuale”.

Intanto continua il capillare lavoro sul territorio del Popolo della Famiglia: la conferenza convegno “Il gender e i nostri principi non negoziabili” farà tappa a San Domenico Savio il 12 dicembre alle 21 nel salone dell’oratorio e il 14 dicembre alle 20 presso il gruppo di preghiera Regina Pacis.

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