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Centinaia di partecipanti all’Università e in Biblioteca al convegno su Paolo De Benedetti

Era composto da centinaia di persone, tra addetti ai lavori e semplici estimatori di Paolo De Benedetti, il pubblico che nelle giornate di sabato e domenica scorsa ha affollato il Polo Universitario “Rita Levi Montalcini” e la Biblioteca Astense “Giorgio Faletti”, per partecipare al convegno organizzato proprio in memoria del grande biblista astigiano, del quale l’11 dicembre 2017 ricorre il primo anniversario della morte.
La due giorni di lavori, organizzata dal Cepros Asti – Onlus (l’associazione astigiana fondata sul finire degli anni ’70 da Paolo De Benedetti e dalla sorella Maria), in collaborazione con la redazione della rivista Qol, ha visto la sentita partecipazione dei vari patrocinatori: i presidenti di Astiss e Fondazione Astense, rispettivamente Michele Maggiora e Roberta Bellesini, oltre che del sindaco di Asti Maurizio Rasero e dall’assessore alla cultura Gianfranco Imerito.

Ai loro interventi, si è unito quello del vescovo di Asti Francesco Ravinale che, nel proprio commosso quanto simpatico ricordo di De Benedetti, ha sottolineato tutto il rammarico per: «Non aver mai potuto seguire  i suoi corsi milanesi di teologia, che purtroppo cadevano in giornate e orari incompatibili con il proprio status di studente “lavoratore”».

«Tanti ritratti di Paolo, uno più bello e qualificato dell’altro, quelli che i relatori ci hanno donato con il proprio personale ricordo – ha sintetizzato visibilmente commossa, al termine dei lavori,  Maria De Benedetti – che il pubblico astigiano ha voluto premiare con la propria grande partecipazione, confermando quanto la nostra adorata città abbia ancora bisogno di ascoltarne la voce, sia pure attraverso quella dei suoi amici più cari. Un’esigenza fortunatamente molto sentita anche dalle più importanti Istituzioni cittadine – ha proseguito ancora la sorella del biblista – con le quali sono allo studio ipotesi e iniziative molto importanti (un centro di ricerca e documentazione di scienze religiose intitolato a Paolo De benedetti ndr), per far sì che le opere e il pensiero di Paolo diventino un grande patrimonio per la città».