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Lettere al direttore

Asti, condanne per l’occupazione dell’ex-mutua: “Povertà e solidarietà sono diventati reati”

Riceviamo e pubblichiamo.

Condanne per occupazione ex mutua: rispetto di leggi-regole-normative, certo. Ma…e il senso delle proporzioni? E il semplice buon senso?

Anni di carcere e forti richieste di risarcimento rimandano a reati, a offese contro la società da cui questa si debba difendere.

Nel caso in questione i reati – da cui dovremmo difenderci- sono stati due: la povertà di chi non poteva più permettersi di pagare un affitto, e la solidarietà di chi non si è voltato dall’altra parte.

La Costituzione dice che la Repubblica dovrebbe rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (art.3). Nei fatti, la Repubblica sembra piuttosto intenzionata a rimuovere direttamente le persone umane che in questi ostacoli ci sbattono la testa. Peggio per loro, si nascondano sotto i ponti o dove la loro vista non dia fastidio.

E ancor peggio chi li aiuta, che non ha neanche l’attenuante di un interesse personale e incarna la bestemmia di un diverso modello di società. Tutt’al più si può chiedere un’elemosina con il cappello in mano, sommessamente e senza disturbare, magari vergognandosi anche un po’.

Nulla da eccepire, per contro, alla proprietà noncurante, che ha lasciato per anni l’immobile vuoto e abbandonato all’incuria. Meglio farlo cadere a pezzi che lasciarlo abitare da esseri umani. Anzi no, l’immobile sarà abitato da chi se lo potrà permettere, sarà un pensionato di lusso per le poche famiglie che potranno pagare alte rette, sicuramente insostenibili per la stragrande maggioranza degli anziani.

Se scarseggeranno i clienti danarosi, auspico che i pensionati poveri occupino a loro volta i locali inutilizzati, e mi candido sin d’ora per sostenerli attivamente, macchiandomi dello stesso crimine dei volontari oggi condannati.

Luisa Rasero