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E’ una donna la mummia di Asti

La mummia di Asti è una donna.

E’ questa la rivelazione più importante della conferenza stampa di questa mattina ospitata dall’Asl di Asti.
Mancano ancora alcune certezze ma dalle prime evidenze non dovrebbero esserci dubbi.

Scoperto il sesso, alla mummia è stato dato anche un nome: “Signora delle Ninfee”.

“Mancano alcune certezze – dice il direttore della Radiologia della dott. Federico Cesarani – ma tutto fa supporre che si tratta di una donna. Questo giudizio deve però essere avvalorato dal lavoro che stanno ancora effettuando gli antropologi e gli egittologi.”

Dalle prime indagini la donna è vissuta circa 3mila anni fa ed è deceduta tra i 35 e i 40 anni di età.

“I mio ringraziamento a va a tutti coloro che hanno operato al di fuori dell’orario di servizio per rendere possibile l’effettuazione di questo studio – ha detto Ida Grossi, Direttore generale dell’Asl AT. La nostra azienda è ben felice di prendere parte a iniziative culturali e di coinvolgimento sul territorio”.

Presenti il sindaco della Città di Asti Maurizio Rasero che ha sottolineato quanto sia importante la sinergie tra gli enti per lo sviluppo di alcune importanti iniziative sul territorio.

Più nel dettaglio è sceso l’Assessore alla Cultura Gianfranco Imerito che ha posto l’accento sul valore internazionale dello studio e sull’impatto che ha questa evidenza per la cultura di Asti. “Per me è un sogno nel cassetto che si realizza e grazie ai miei collaboratori e a chi ha voluto sostenere economicamente l’iniziativa, questo sono si realizza ma è un sogno che si realizza per la Città”.

Della annuale mostra di Jesolo diventata ormai un riferimento per gli appassionati di egittologia nella quale verrà esposta la “Signora delle Ninfee” ha parlato la dott.ssa Donatella Avanzo che fa parte dell’organizzazione e della promozione della mostra veneta: “La “Signora delle Ninfee” – ha detto la Avanzo – sarà il pezzo più importante della mostra di quest’anno e avrà un ampio impatto mediatico internazionale. Grazie al nostro finanziatore Ia “Coultoure Active” che ha creduto fin dall’inizio nel progetto”.

La ricostruzione del volto e di parte del corpo della mummia astigiana sarà effettuato dal Sovrintendente della Polizia Scientifica Valter Capussotto che ha iniziato a fare qualche accenno sulla futura identità della “Signora delle Ninfee”. “Tutto ancora molto in embrione – ha spiegato l’autore di molte ricostruzioni di volti anche e soprattutto per casi di cronaca nera -. Tra qualche settimana e per la mostra di Jesolo, saremo in grado di dare una ricostruzione fedele del volto della nostra signora misteriosa”

La Tac è solo la prima fase di un progetto più ampio e articolato. Un working progress quello che ha preso il via lo scorso sabato 7 ottobre presso la Struttura di Radiodiagnostica dell’Ospedale Cardinal Massaia dell’Asl AT dove è stata eseguita una indagine di tomografia computerizzata per lo studio della Mummia conservata presso il Museo Paleoantropologico del Comune di Asti.