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Confartigianato Piemonte, Giorgio Felici: “Ci stiamo lasciando alle spalle la peggiore crisi dal dopoguerra”

Crescono i nuovi ordini per le esportazioni (3,54%), gli investimenti per ampliamenti (4,38%) e sostituzioni (30,50%) e le previsioni dell’occupazione (7,6%)”.

Questo è quanto emerge dalla quarta indagine trimestrale 2017, realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte sulla base di un questionario telefonico rivolto ad un campione di oltre 2500 imprese artigiane piemontesi, selezionate a rotazione, in tutti i settori di produzione e servizi più rappresentativi.

Per quanto riguarda le previsioni di produzione totale si rafforza il saldo, positivo, che cresce dal 10,76% al 12,51%.

Vicevesa il saldo dei nuovi ordini, pur rimanendo positivo, scende dal 12,82% al 7,21%.

Le previsioni di carnet ordini superiore a tre mesi diminuiscono, passando dal 7,80% al 3,45%.

Migliora il saldo dei nuovi ordini per esportazioni che sale dallo 0,95% al 3,54%.

Le imprese che intendono porre in essere investimenti per ampliamenti salgono dal 3,80% al 4,38%. Le previsioni di investimenti per sostituzioni salgono dal 15,70% al 30,50%. Coloro che non prevedono investimenti scendono dal 48,36% al 43,02%.

Le stime di regolarità degli incassi crescono dall’81,20% all’83,78%; le ipotesi di ritardi scendono dall’11,45% all’8,45%.

Un altro segnale confortante si registra in merito alle previsioni dell’occupazione, il cui saldo sale dal 6,20% al 7,60%.

Coloro che prevedono di assumere apprendisti salgono dallo 0% all’1,46%. Si ribadisce la necessità di apportare i correttivi necessari a rendere l’apprendistato realmente aderente alle caratteristiche delle imprese artigiane e nel contempo adatto a dare ai giovani una formazione utile al loro effettivo inserimento nel mondo del lavoro.

“Finalmente – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – ci stiamo lasciando alle spalle la peggiore crisi dal dopoguerra. Le imprese artigiane hanno voglia di ripresa, lavorando con rinnovata fiducia e determinazione. In questo scenario si inserisce ora ‘Impresa 4.0’ che ricomprende nel manifatturiero e nei servizi tutto il mondo delle imprese, sostenendone gli investimenti in innovazione e avanzamento tecnologico. La quarta rivoluzione industriale porterà, oltre all’ampliamento della produzione automatizzata ed interconnessa, la digitalizzazione dell’intero settore manifatturiero, mutando profondamente il modo di lavorare. Il passaggio ad ‘Impresa 4.0’ apre una concreta opportunità di crescita per le micro, piccole e medie imprese. Confartigianato Imprese è fortemente impegnata a supportarle in questo percorso, ed a tal fine ha realizzato una guida pratica per contribuire al cambiamento non solo tecnologico, ma anche culturale ed organizzativo.”

“L’Italia di ‘Impresa 4.0’ – osserva Felici – non può però essere penalizzata e frenata da una burocrazia costosa e complessa. L’impegno del Governo e degli imprenditori per recuperare competitività non deve essere reso vano da troppe leggi ed adempimenti. Auspichiamo che la ‘rivoluzione’ del fisco digitale, annunciata dall’Esecutivo rappresenti realmente l’occasione per semplificare finalmente la vita degli imprenditori, nell’ottica di un corretto rapporto con le istituzioni”.