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M5S ASTI: “L’abusivismo edilizio e le ordinanze di demolizione non eseguite: iniziamo dalla Pista di Valmanera”

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Movimento 5 Stelle di Asti.

“Il Movimento 5 Stelle astigiano, che ha nel rispetto della legalità e nella tutela dell’ambiente alcuni dei suoi principi fondamentali, identifica nell’abusivismo edilizio una problematica da affrontare con rigore nel nostro territorio.

Un’area particolarmente sensibile dal punto di vista ambientale del nostro territorio sui cui insistono manufatti abusivi è quella della ex pista di motocross di Valmanera che sorge all’interno del SIC, sito di importanza comunitaria, sottoposto a particolari vincoli a tutela dell’ambiente circostante. Si tratta, quindi, di una porzione di territorio che assume un’importanza di particolare rilievo per la tutela dei boschi che la circondano e delle specie faunistiche, non tralasciando la vicinanza dell’Oasi del WWF.

La vexata quaestio della riapertura della pista di Valmanera, che è tornata a caratterizzare il dibattito politico astigiano, ha trovato conclusione nel parere negativo fornito dalla Regione Piemonte nell’aprile 2015 sull’approvazione di una variante strutturale al Piano regolatore per regolarizzare l’impianto di motocross: la Regione nel proprio parere ha sostenuto che la variazione di destinazione d’uso della zona destinata al motocross prevista nella variante, da «Area agricola soggetta a vincolo paesistico» ad «Area per spazi pubblici a parco, per il gioco e lo sport» «così come l’attività di motocross», non risulta compatibile con gli obiettivi di conservazione del «Sic» Valmanera (Sito di interesse comunitario).

Il nostro non è un “no” all’attività sportiva del motocross, ma al suo svolgimento secondo modalità che non sono in linea con le procedure amministrative svoltesi e con la normativa vigente. Sarebbe più sensato individuare un’area all’interno del territorio comunale dove questa attività sportiva possa essere effettuata nel rispetto dell’ambiente faunistico e del verde circostante, come pure potrebbe essere una scelta fruttuosa utilizzare la pista per altri sport, quali ad esempio il ciclocross, che si inseriscono nel contesto ambientale nel rispetto della biodiversità che caratterizza l’area. In tal senso, siamo aperti alle opportune valutazioni che dovranno essere effettuate.

Considerato lo stato delle cose al momento attuale, appare, pertanto, doveroso procedere alla demolizione dei manufatti dichiarati abusivi che insistono sull’area, in relazione ai quali è stata emessa ordinanza di demolizione nell’anno 2015 dall’ufficio Urbanistica: contro tale ordinanza dai proprietari dell’area non è stato opposto ricorso e, pertanto, essa è diventata esecutiva, ma il Comune non ha mai proceduto alla demolizione dei manufatti.

Rammaricandoci per la mancata esecuzione dell’ordinanza da parte della precedente amministrazione, ci pare utile rilevare che laddove fosse difficile reperire i fondi per procedere alla demolizione, i Comuni hanno titolo per richiedere un prestito alla Cassa Depositi e Prestiti.

Le mancate esecuzioni delle ordinanze di demolizione, inoltre, costituiscono già di per sé uno spreco di denaro pubblico in termini di tempo e lavoro dei dipendenti comunali: si tratta di attività di vigilanza, redazione di documenti, notificazioni e quanto è necessario per l’espletamento di un’attività amministrativa che non è, ma diventa, inutile: in sintesi, un costo per la collettività.

Come per ogni altro aspetto della vita del Comune, il rispetto della legalità deve diventare la regola, e non l’eccezione, perché cambi l’atteggiamento del privato nei confronti del bene pubblico: la violazione delle regole che lo tutelano non deve rimanere impunita ed è per tale motivo che chiediamo formalmente con una diffida l’esecuzione dell’ordinanza di demolizione dei manufatti della pista.

Teniamo, inoltre, a precisare che l’attività di controllo e vigilanza del gruppo consiliare del M5S sull’abusivismo edilizio parte da questa diffida e continuerà in relazione agli altri casi di mancata esecuzione di ordinanze, in modo da rendere di immediata utilità le valutazioni che gli uffici comunali compiono in relazione ai continui e sempre più frequenti abusi edilizi.”

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