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Lettere al direttore

La Parola della settimana di Cesare Torta: Zanzara

Un nuovo pericolo incombe nelle nostre vite per contribuire a tenere alto il livello della paura: la zanzara.

Una bimba morta a Brescia di malaria e alcuni casi scoperti ad Anzio hanno occupato le prime pagine dei giornali la scorsa settimana. Tanto è bastato per creare allarmismo oltre il necessario e per collegare il fenomeno a quello dell’immigrazione con titoli cubitali in prima pagina.

Dopo la campagna per la costruzione di muri e quella per il respingimento o l’affondamento dei barconi pieni di disperati che tentano di raggiungere le nostre coste, si scopre che il pericolo può anche arrivare dal cielo e in modo subdolo e non intercettabile dai radar. Questi minuscoli animaletti non hanno neppure bisogno di compiere lunghi tragitti in volo come gli uccelli, si servono dei comuni mezzi di trasporto come treni, navi ed aerei e dell’enorme flusso di spostamento delle persone per motivi di lavoro o turismo.

Poi ci sono le zanzare autoctone e quelle immigrate di seconda e terza generazione che giustamente lottano per ottenere la cittadinanza italiana ovviamente in base allo “jus sanguinis”, almeno dopo 10 anni di continuo prelievo di sangue a cittadini italiani. Come fa l’Agenzia delle entrate ed è a pieno titolo riconosciuta italianissima.

Come al solito l’opinione pubblica si divide in due fazioni molto agguerrite e non disposte a venire a patti. Da un lato quelli che suggeriscono interventi mirati di disinfestazione (un tempo si diceva “daye ‘l flit”) e quelli che preferiscono avere sempre un nemico da combattere. E siccome il nemico non può che essere “esterno” per difendere la nostra terra arriveranno le proposte di installare enormi zanzariere ai confini oppure, come seconda opzione: “ammazziamole a casa loro”.11