ATNews - Quotidiano online di Asti, Monferrato, Langhe e Roero -  Quotidiano online di Asti, Monferrato, Langhe e Roero

Lettere al direttore

La Parola della settimana di Cesare Torta: Bambini

Proviamo a mettere insieme alcune delle notizie della settimana, così per vedere che effetto fa.

Prima notizia: La sindaca di Codigoro annuncia che aumenterà le tasse alle famiglie che ospitano immigrati (clandestini) presso le loro case.
Seconda notizia: Il gestore di un ristorante di Cervia comunica via sms ad un ragazzo di colore che non può assumerlo perchè i suoi clienti non sono abbastanza aperti per accettare di essere serviti da una persona di colore.
Terza notizia: In uno stabilimento balneare di Salerno due gay che si abbracciano vengono invitati a smettere per non disturbare gli altri clienti, tra i quali dei bambini.
Quarta notizia: i magistrati di Trapani aprono un’inchiesta nei confronti di una Ong tedesca per possibili contatti con gli scafisti e quindi favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Quinta notizia: Il presidente Trump annuncia che l’America è pronta a scatenare una “guerra preventiva” contro la Corea del Nord in seguito alle minacce del dittatore del piccolo stato asiatico e ai suoi provocatori esperimenti bellici con il lancio di missili a lunga gittata.

Le prime quattro notizie ben rappresentano il clima di ribaltamento dei valori e l’uso spregiudicato che se ne fa per non dispiacere ai propri clienti che di volta in volta possono essere gli elettori, gli avventori di ristoranti e stabilimenti balneari, l’opinione pubblica in generale. Non conta un fico secco il proprio giudizio morale, contano solo le aspettative, vere o presunte, dei clienti finali. In pratica un’estensione del detto “Il cliente ha sempre ragione”.

La quinta notizia rientra nella stessa logica e ci serve come metro di paragone. Unica differenza: nessuno si è preoccupato dell’effetto che può fare sui bambini di tutto il mondo il sapere che l’uomo più potente del mondo possa minacciare di scatenare una guerra per motivi più futili di quelli normalmente previsti nei videogiochi.