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Giovanni Boccia,“l’unità d’Italia? Non è avvenuta a Teano!”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Giovanni Boccia, arrivato in Redazione.

E’ quanto sostiene, Giovanni Boccia, Presidente del Consiglio Comunale di Asti (napoletano d’origine), che a riprova, esibisce un quadro dipinto nel 1899, presente nel suo ufficio, al primo piano di piazza San Secondo. “All’epoca del fatto, sostiene Boccia, in Italia, si parlavano centinaia di dialetti e quindi, ritengo che, soprattutto……ai piedi delle Alpi far pronunciare la parola Teano, sarebbe stato più facile, in quanto dal suono dolce e molto più francofono”.

Garibaldi e Vittorio Emanuele II, invece, si sarebbero incontrati a Caianello, paesino confinante con Teano, e non in quello storicamente riconosciuto del 26 ottobre 1860. “Il quadro, precisa Boccia, dipinto dal pittore chierese Roberto Pontremoli nel 1899, evidenzia (involontariamente???) la presenza di un “termine” di pietra. Quest’ultimi venivano posati per delimitare le proprietà ed i vari confini territoriali. Mi chiedo – conclude Boccia – se Garibaldi e Vittorio Emanuele si siano incrociati realmente sul suolo di Teano e il quadro, in tal senso, mette grossi dubbi, e va a sostenere, la frangia storica che ritine Caianello, il vero luogo dell’incontro. Ipotesi in cui personalmente mi riconosco.” Il dipinto è visibile dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 12.30

La disputa sul luogo

Il luogo dell’incontro è stato riconosciuto tradizionalmente a Teano, presso il ponte di Caianello, odierno ponte San Nicola, nella frazione di Borgonuovo, e l’episodio è conosciuto con il nome di “Incontro di Teano”.

La precisa località in cui ebbe luogo l’incontro, essendo avvenuto in campagna, è tuttavia argomento di discussione. Il ponte di Caianello (o di San Nicola) dista meno di 200 metri dal confine del limitrofo Comune di Caianello (costituito da nuclei abitati sparsi e pertanto considerato all’epoca dell’episodio storico decisamente meno importante di Teano), il cui territorio si frappone tra quello di Teano e quello di Vairano Patenora, che rivendica l’appartenenza del luogo in cui è avvenuto l’incontro: secondo altri documenti, infatti, il punto esatto sarebbe individuato dal bivio di Taverna della Catena, nell’abitato dell’odierna Vairano Scalo, frazione del Comune di Vairano Patenora.
Pontremoli Raffaele

Pontremoli Raffaele
Chieri 1832 – Milano 1905

 

Studiò a Nizza Marittima (dove il padre si era trasferito nel 1833 come rabbino della locale comunità ebraica) e all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di C. Arienti.

Si perfezionò alla scuola di H. Vernet a Parigi e in seguito soggiornò a Firenze, a Roma e infine a Milano. Nel 1859 combattè nella II guerra d’Indipendenza e, come cronista di L’Illustration, seguì le truppe piemontesi nelle Marche e nel Napoletano. Da questa esperienza trasse lo spunto per la descrizione puntuale di episodi militari (La battaglia di San Martino, La battaglia di Custoza, Asti, Pinacoteca Civica; La giornata del Garigliano, esposto alla Promotrice torinese del 1862, Torino, Museo del Risorgimento). Fu anche autore di ritratti e quadri di soggetto storico-letterario, che espose fino al 1891 alle mostre di Torino (1862, Medora; 1863, Macbeth; 1866, Le ultime ore di Massimo D’Azeglio).