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Il Cerchio magico: La prova costume

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Siamo ormai entrati pienamente nel periodo estivo e, chi al mare, chi al lago o alla piscina, in molti ci siamo ormai confrontati con la strana sensazione che viene dallo spogliarsi in pubblico dei nostri abituali vestiti, per restare coperti solo da un costume da bagno.

Pur essendo un “rituale” oramai considerato del tutto normale, le sue conseguenze non sono sempre e per tutti serene come potrebbero e dovrebbero.La spiaggia ci mette di fronte a uno strano bivio: da un lato ci svela, ci vediamo svestiti, pallidi, le nostre imperfezioni smettono di essere cammuffate e vengono messe impietosamente davanti allo sguardo degli altri; contemporaneamente sulla spiaggia (ma anche a bordo piscina), se affollata come spesso accade in questo periodo, i corpi sono solo corpi, riesce difficile soffermarsi e anche tra amici si fatica a riconoscersi a più di tre metri di distanza. Come diceva Poirotin Delitto sotto il sole: “Li guardi Madame, sono solo corpi, non hanno nulla di personale. Sono come bistecche che cuociono al sole…”.

Eppure, nonostante l’esperienza ci dica che mai come sulla spiaggia siamo poco distinguibili e riconoscibili e che quindi potremmo approfittarne per sentirci particolarmente liberi,spesso viviamo il momento dello scoprirci al sole con grande apprensione, non a caso si parla di “prova costume” già da aprile e ci sono addirittura persone che evitano di andare al mare per non doversi scoprire.

Ovviamente questo timore non ha nulla a che fare con il pudore delle nostre nonne, è più legato alle ansie da prestazione che viviamo già quotidianamente sul lavoro e nei nostri molteplici ruoli, ma questa volta ancor più delle nostre capacità è il nostro stesso corpo ad essere messo in gioco e a dover essere prestativo, all’altezza. E, sembra banale dirlo, ma è un’altra occasione che uomini e donne vivono in maniera molto differente: siamo soprattutto noi donne a sentire la pressione dello sguardo altrui.
In realtà il corpo delle donne è scoperto ed esposto agli sguardi per tutto l’anno, senza tener conto delle stagioni, ma è il corpo delle modelle a comparire, non quello delle donne normali, per cui quando sotto il sole anche il corpo reale fa capolino, invece di aiutare tutti a relegare quello ideale nel regno che gli pertiene, quello della fantasia, si pretende di confrontarcisi, perdendo inesorabilmente la partita.

Per qualche giorno, settimana, mese questo nostro corpo (che poi non è cosa diversa da noi, ne è semplicemente la parte visibile) chiede cittadinanza, spazio, chiede di essere ammesso in mezzo agli altri così com’è e il modo in cui gliela concediamo dipende in gran parte dal grado di accettazione che abbiamo costruito, perché gli psicologi concordano che tanto maggiore è la soddisfazione per la nostra vita relazionale, tanto minore sarà il valore attribuito ai prototipi di adeguatezza estetica proposti dai media.

Come genitori questi giorni ci offrono una duplice opportunità: rinnovare l’alleanza con il nostro corpo, per quello che è senza volerlo differente, e donare ai nostri figli messaggi di conferma della bontà del loro corpo, dell’affetto con il quale devono prendersene cura. Non è un “compito per le vacanze”, ma sarebbe bello impegnarsi ad arrivare in spiaggia prestando attenzione al benessere che il sole ci regala e spogliarsi con serenità, per poi correre in acqua entusiasti come i bambini.

Paola Lazzarini

 

 

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