ATTUALITÀ | mercoledì 22 febbraio 2012, 16:15
La Valle Belbo dà l'addio ai giudici di pace
I centri di Nizza, Canelli e Santo Stefano Belbo chiuderanno i battenti a seguito delle restrizioni economiche del Ministero della Giustizia
Come avevamo anticipato nelle scorse settimane, gli uffici dei Giudici di Pace di Nizza Monferrato, Canelli e Santo Stefano Belbo, ovvero i maggiori centri della valle, sono destinati a chiudere i battenti a seguito delle restrizioni a livello nazionale imposte dal Ministero della Giustizia.
Già il sindaco di Canelli Marco Gabusi, aveva precisato che ben difficilmente i singoli Comuni avrebbero potuto accollarsi le spese del personale addetto a questo funzioni, sollevando anche possibili problemi di “conflitto di interesse”, in quanto il Giudice di Pace è spesso chiamato a dirimere questioni inerenti multe o altri provvedimenti emanati dai comuni.
Lunedì sera, durante il consiglio comunale di Nizza Monferrato, il sindaco Flavio Pesce, rispondendo ad un’interrogazione del consigliere di minoranza Simone Nosenzo, ha confermato la notizia che già circolava da parecchio tempo.
I nicesi per ricorrere al Giudice di Pace dovranno rivolgersi ad Acqui Terme. Pesce ha precisato di essersi consultato con i primi cittadini di Canelli e Santo Stefano Belbo, ma che l’eventualità di unirsi per mantenere il servizio è risultata impraticabile soprattutto per la questione del personale, che nessuna delle tre amministrazioni può distaccare.
Da Canelli si farà capo ad Asti, mentre a Santo Stefano Belbo probabilmente ad Alba.
Sempre nel consiglio di lunedì sera approvata all’unanimità la modifica del regolamento che in pratica elimina il cartaceo dalla verbalizzazione delle sedute (salvo specifiche richieste) e la richiesta dell’assessore alle Politiche Sociali Tonino Spedalieri che recita: “per poter richiedere contributi straordinari, l’esenzione al ticket sanitario, oppure un buono spesa, si dovrà essere residenti a Nizza da almeno tre anni”.











Adriano Salvi