AL DIRETTORE | mercoledì 22 febbraio 2012, 18:52
Asti prenda contatti diretti con Casale per dare vita ad un'unica Provincia
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Egr. Direttore,
fino al 1923 ( meno di un secolo fa ), Casale Monferrato era ancora sede di Corte d’Appello, giurisdizione Superiore ai Tribunali, residuo di un passato grandioso quale Capitale indiscussa del Monferrato. Il Territorio di Casale Monferrato è come un Organismo in forte, continuo, progressivo indebolimento. Non si intravvedono neppure azioni efficaci per tentare di arrestare simile caduta che, di giorno in giorno, diventa impresa sempre più difficile.
Come scrivo da tempo, occorre cercare le cause. Esse possono essere diverse, ma sono sempre più ferreo nella convinzione che la causa prima, principale e pregiudiziale, sia il continuare ad appartenere alla Provincia di Alessandria. Nella Provincia di Alessandria, Casale Monferrato, è di fatto al margine come si può vedere anche analizzando superficialmente la carta geografica: il resto della Provincia trova sempre più forme di collaborazione e di coordinamenti, cosa che non avviene per il Territorio di Casale.
Alessandria, pochi anni fa, si oppose con tutte le sue forze affinchè Casale Monferrato non ridiventasse nuovamente sede di Corte d’Appello ( la 2° sede con Torino ) e con tutto ciò essa rimase nella detta Provincia: chi avesse tempo e voglia, può recarsi alla Biblioteca Civica di Casale e leggere i giornali casalesi dal 2001 al 2006 per rendersi conto di come e perché abbiamo perso la Corte, perché oggi essa è persa.
Adesso resta un’unica ultima speranza e cioè che il Governo di Mario Monti, nonostante l’ovvio inalberamento totalitario delle Province, persista sulla loro abolizione: in tal modo Casale Monferrato si scrollerebbe di dosso un macigno che la sta schiacciando del tutto. Ovvio inalberamento, perché quanti personaggi politico-partitici perderebbero dei posti e quanti non li avrebbero!
Si parla di qualche controproposta (il motto dei difensori delle Province è: salviamo il salvabile! ) diretta a creare Province maggiori e così nel nostro caso a dar vita ad un’unica Provincia Alessandria-Asti. Se questo dovesse avvenire, come ho già detto e scritto, occorre muoversi subito ( dico subito ) come Città di Casale, terza per importanza e senza delegare ad Alessandria i nostri interessi. Se invece continueremo ad inchinarci ad Alessandria ( ed i comportamenti in atto stanno a confermarlo ), la riduzione della Capitale del Monferrato a modesto Borgo privo ovviamente sempre più di servizi essenziali, già in atto da tempo, sarà inevitabile.
Parlando di servizi, è cosa notissima che la Comunità Casalese si trova sempre più in difficoltà e corre il rischio di forme di isolamento ferroviario. Ad Atnews ho già scritto tempo fa: Asti è interessata a rivitalizzare la ferrovia Asti-Casale-Milano? Se si, si prenda contatto diretto fra le Comunità di Casale e di Asti per discutere la cosa. Se Asti non prende contatto diretto con Casale e, soprattutto se Casale continua a rivolgersi ad Alessandria per la tutela di sue esigenze, per questa ed altre iniziative, noi casalesi da bolliti, diventeremo fritti!
Gian Carlo Curti
Associazione Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato.










