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ATTUALITÀ | lunedì 16 gennaio 2012, 07:45

Casale Monferrato, "ciak" del regista Victor Vegan per “Firmamento Nerostellato”

Oggi, dalle ore 10.30 sino alle 16, il Piccolo spazio interculturale di via Caccia 5 a Casale Monferrato ospita il casting per il film low cost “Firmamento Nerostellato” del regista Victor Vegan

A  volte succede che due città vengano legate dall’arte. O meglio che l’arte reintrecci delle storie. E’ il caso di Casale Monferrato e di Chivasso antiche capitali del Monferrato ed oggi legate dal “filo rosso”, anche se non proprio diretamente di una pellicola cinematografica. O meglio da una storia di vita. 

Oggi, dalle ore 10.30 sino alle 16, il Piccolo spazio interculturale di via Caccia 5  a Casale Monferrato ospita il casting per il film low cost “Firmamento Nerostellato” del regista Victor Vegan.

Si tratta della terza selezione -  in preparazione della pellicola che racconterà gli anni del Casale Calcio in serie A e del tempo dello swing -  dopo quelli svoltesi a  Chivasso ed a Torino. La realizzazione rappresenta, per il regista, il collante con la propria storia familiare, attraverso la storia e la musica, per un periodo che ormai non c’è più.

Victor Vegan, nella realtà di tutti i giorni, si chiama Davide Fiore, vive a Chivasso e al suo attivo ha la regia di “La memoria dei giusti” che ricorda le vicende degli ebrei nella Chivasso del Quattrocento.

Il suo legame con Casale, e con il Casale Calcio, è dovuto al fatto che il nonno paterno, Angelo Fiore, militò nella formazione nerostellata come riserva negli anni Trenta. Andato a vivere in provincia di Torino, si appassionò allo swing (ed al Trio Lescano) e, diventato sellaio, confezionò palloni per il Grande Torino.

Il film, in bianco nero, per metà muto e nella seconda parte sonoro, vedrò quindi lo sfondo degli anni Trenta e Quaranta con un’Italia e valori che esprimeva che oggi non ci sono più.

Sul set ci saranno Giuliana Dolci, Filippo Locandore, e Maria Bria, classe 1925 che sostituì una delle tre componenti del Trio Lescano, fatto di cui nessuno di accurse e che è emerso soltanto moltissimi anni dopo.

Il casting si rivolge a persone che conoscono il piemontese, senza limiti di età, ed anche trombettisti, musicisti, calciatori tra i venti ed i quarant’anni appaffionati di film degli anni Venti, Trenta e Quaranta e coloro che possiedono vestiti originali di quegli anni, nonchè a detentori di negozi d’epoca e ad appassionati del cinema muto.

Casale, dunque, potrà tornare presto ad essere teatro di un set cinematografico, in un connubio tra sport e musica d’altri tempi, a dimostrazione della sua vivacità culturale.

E grazie al “ciak” di un regista che, anche nella “Memoria dei giusti” si è ricordato la monferrinità di Chivasso e la sua appartenenza al Marchesato dei Paleologo.

Massimo Iaretti

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