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ATTUALITÀ | sabato 07 gennaio 2012, 17:00

Taxi, Bittarelli al Governo: "Non tocchi la nostra normativa"

Il presidente nazionale di Uri/Taxi, chiede al Governo Monti di rispettare l'impegno assunto nei confronti della categoria che sarebbe stata esclusa dalle liberalizzazioni

Loreno Bittarelli, presidente nazionale Uri/Taxi

 

“Poche settimane fa, in fase di approvazione del cosi detto Decreto Salva Italia - poi convertito in Legge - il Governo Monti ha assunto un impegno nei confronti della nostra categoria che sarebbe stata esclusa dalle liberalizzazioni. E così è avvenuto. Conseguentemente, l’animo di tutti i tassisti d’Italia si è rasserenato". E' un Loreno Bittarelli deciso quello che affronta un argomento scottante e che rende incerto il futuro dei taxisti in Italia.

"Successivamente abbiamo registrato, anche attraverso la stampa, pressioni fortissime nei confronti del Governo da parte del Pd, Idv, Terzo Polo e Confindustria affinchè Monti disattenda gli accordi presi con la categoria - illustra il presidente nazionale dell'Uri/Taxi - Oggi l’Antitrust in una segnalazione chiede al Governo di aumentare il numero di licenze, concedendone una a chi già la possiede per “compensare” gli attuali titolati. È evidente che ciò rappresenterebbe una frode nei confronti dei tassisti e degli utenti del servizio e conseguentemente la categoria è di nuovo in forte, incontenibile, fermento".

"L’impressione è che qui stia giocando con il fuoco - precisa Bittarelli - perché sembrerebbe che non si voglia far valere la ragione dei tassisti, peraltro dimostrata dalle varie esperienze di altri Paesi, sui poteri forti della finanza. È infatti ormai appurato che aumentando a dismisura le licenze immesse in circolazione, o addirittura liberalizzandole, si ottiene come risultato, un sensibile aumento delle tariffe, un generale decadimento della qualità del servizio per gli utenti e si favorisce la nascita di veri e propri oligopoli che frustrano la stessa politica delle liberalizzazioni".

Alla faccia della concorrenza! E cerca di gettare acqua sul fuoco sinchè non ci saranno le determinazioni definitive. "Nell’invitare quindi tutti i tassisti italiani alla calma - conferma il presidente di Uri/Taxi - confidiamo nel rispetto dell’impegno assunto nei giorni scorsi dal Governo nei nostri confronti. Noi siamo rimasti lì, e quell’impegno è per noi solenne, perché dovrà essere chiaro a tutti che non sarà concesso a nessuno di intervenire sulla nostra normativa senza prima aver avuto modo di confrontarci per poter illustrare le nostre ragioni”. (culturalnews.it)

Red.

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