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AL DIRETTORE | giovedì 07 luglio 2011, 19:15

«Al Rally del Moscato, una magnum di prosecco. Inaudito!"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

Ho letto sulla stampa locale e anche su alcuni siti Internet della “eno-gaffe” che si è consumata domenica scorsa a Santo Stefano Belbo nel corso della premiazione del Rally del Moscato, quando sul palco, invece di magnum di Asti spumante o Moscato d’Asti docg, sono comparse bottiglie di Prosecco.

Ora, al di là della scarsa sensibilità di festeggiare con un vino a denominazione veneta una manifestazione sportiva che porta il nome di un vitigno piemontese tra i più pregiati e tipici della zona e con alle spalle una filiera importante per l’economia piemontese e italiana bisognosa di stabilità e promozione, il mio consiglio ai sindaci della zona dove si coltiva l’uva moscato per la denominazione Asti, cioè quella compresa nei 52 Comuni a cavallo delle province di Asti, Cuneo e Alessandria, è di emanare un’ordinanza nella quale si indichi solo ed esclusivamente l’Asti e il Moscato d’Asti  docg quali vini da utilizzare in caso di cerimonie ufficiali che prevedano brindisi o comunque la presenza pubblica di bottiglie di vino.

Si eviterebbero situazioni imbarazzanti, come quella di domenica scorsa, e nel contempo si darebbe un primo segnale per educare la nostra gente, vignaioli e industriali compresi, a considerare l’Asti e il Moscato docg non solo prodotti da vendere e acquistare, ma veri e unici testimonial di un territorio che attraverso la sua enologia d’eccellenza è conosciuto in tutto il mondo.

La promozione del nostro territorio attraverso i prodotti di eccellenza è un treno che non possiamo perdere. Lo dico come parlamentare del Sud Piemonte, ma anche come imprenditore presidente di una delle più antiche cantine sociali della regione associata al Consorzio per la Tutela dell’Asti e del Moscato.

 

On. Roberto Marmo

 

 

   

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